GLENLOSSIE 11yo 1992 Lochs and Castles of Scotland- High Spirits 46%

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Non ci piace solo farvi bere dell’ottimo whisky, ma ci piace anche molto, moltissimo raccontarvi delle storie. E così continuiamo a presentarvi delle bottiglie un po’ speciali, con una storia unica, da unire al piacere di un bel dram. Oggi, Pino Perrone ha deciso di parlarci di un ottimo Glenlossie, che abbiamo già avuto occasioni di bere e di proporvi in diverse occasioni…

“Quando Nadi Fiori, titolare della nota azienda d’imbottigliatori indipendenti High Spirits, mi comunicò ai primi del 2004 d’aver iniziato a sortire con una serie di single cask scotch whisky, la cosa che mi sorprese maggiormente, dal momento che ancora non li avevo assaggiati, fu la scelta felice delle etichette. Questa serie che sarebbe dovuta essere composta da 18 referenze, si chiamava Lochs & Castles of Scotland in quanto in etichetta vi erano raffigurati per l’appunto laghi o castelli scozzesi presi da illustrazioni pubblicate intorno al 1870 da T. Nelson & Sons, usando la tecnica nuova per l’epoca della cromolitografia la quale tende a stampare disegni a colori imitando i colori a tempera. Questo sistema sviluppatosi nel 1837, esplose proprio intorno al 1870, con ad esempio le famose e collezionate figurine della Liebig a partire dal 1872. Dicevamo che dovevano essere 18 differenti. In realtà alla fine la serie fu composta da una in meno. La diciottesima non usci mai e sarebbe dovuta essere un Port Ellen! Le bottiglie della serie sono tutte a 46 gradi e non filtrate a freddo e, come dicevo sopra, rigorosamente single cask.

Appartiene a quest’ordine la bottiglia di oggi. La numero 2 della serie di 18. Si tratta di un Glenlossie di 11 anni distillato nel settembre del 1992, prelevato dalla botte n.1560 e con l’ottenimento di 330 bottiglie da 70cl e 18 magnum da 1,5 lt. L’etichetta raffigura l’Inverlochy Castle nei pressi di Fort William, costruito nel 13th secolo e sede di molte famose battaglie. Il malto invece appartiene al cuore dello Speyside, uno stile livetteggiante di gran classe ed eleganza. Nadi lo descrive come fresco, floreale e speziato al naso, mediamente dolce e con un pizzico di ginger al palato e con un finale mediamente secco con note di buccia di limone.

Aggiungiamo che è molto di più… (Pino Perrone)”

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