Whisky giapponese: quando l’allievo supera il maestro

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image001Spirit of Scotland cerca sempre di proporvi nuove idee, corsi, viaggi e quant’altro. E il blog è una fonte di informazione che vuole crescere e diventare un punto di riferimento. Per questo abbiamo accolto con piacere l’invito a collaborare con noi di VINATIS – Vini e Champagne, che con articoli brevi e curiosità nel mondo degli spirits si alterneranno alle nostre solite “penne”. Buona lettura.    Andrea Francoyamazaki-12-year-old-whisky

Che in generale gli asiatici siano bravi a copiare è un luogo comune particolarmente diffuso. Ora, cosa succede se copiano così bene da strappare il podio agli occidentali?

È quello che è successo con il whisky giapponese. Numero uno in classifica nella Bibbia del Whisky 2015 di Jim Murray, il whisky del Sol Levante ha spodestato l’insormontabile whisky scozzese, con il Suntory Ymazaky Sherry Cask 2013, valutato la bellezza di 97.5 punti su 100. Quest’anno, il Canada è in prima posizione, Suntory scende al quinto posto con il Suntory Yamazaki Mizunara ma di nuovo nessuna traccia dello Scotch. Eppure, la storia del whisky nipponico non solo è molto recente ma deve tantissimo alla “madrepatria” Scozia. Oltre che, bisogna ammetterlo, a una felice strategia di semplificazione degli impronunciabili originali nomi giapponesi.

A dare i natali a Suntory fu l’imprenditore Shinjiro Tory, che fondò la prima distilleria del paese, la Yamazaki, nel 1923. Capo di produzione della neonata azienda fu il giovane Masataka Taketsuru, ex studente di chimica all’Università di Glasgow, che aveva lavorato per due anni come apprendista in una distilleria scozzese, prima di tornare in Giappone con il suo carico di esperienza (oltre che una moglie scottish). Dopo aver collaborato con Suntory, Masataka fondò la propria distilleria, situata a Yoichi, territorio appositamente scelto per il clima molto simile a quello delle Highlands. La chiamò Dainipponkaju – poi fortunatamente semplificata in Nikka: oggi la marca giapponese più famosa dopo la Suntory.

Che i giapponesi si siano ispirati al sake per produrre tali delizie? Niente affatto: tecniche, procedimenti, alambicchi, tutto è pensato per riprodurre il più fedelmente possibile il prestigioso whisky occidentale. Scozzese, per la precisione. Niente da dire, un falso d’autore di tutto rispetto, che speriamo possa evolversi verso originalità ancora sconosciute…

Francesca Polidoro (Vinatis)

In : Whisky

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